Bioristrutturazione Full-Face

Trattamenti sequenziali e combinati: Bioristrutturazione Full-Face


bioristrutturazione full face Ultravioletti, freddo, vento e radicali liberi attaccano i tessuti del nostro viso. Piano piano le fibre collagene, lo scheletro della nostra pelle tendono a frammentare e a diminuire, le molecole negli spazi tra le cellule sono sempre meno capaci di trattenere liquidi, i cuscinetti adiposi si svuotano e la perdita di elastina fa cadere i tessuti. La contrazione spasmodica dei muscoli pellicciai arriccia la cute in profonde rughe che vengono rimaneggiate come cicatrici. La disidratazione disegna fini solchi sulla pelle come crepe sul terreno spaccato dal sole. La nostra faccia INVECCHIA! Possiamo rassegnarci a vedere ogni giorno allo specchio un'immagine sempre più decaduta e consumata, oppure.....che fare?

Purtroppo nessuno è in grado di fermare e tanto meno far retrocedere le lancette dell'orologio biologico tuttavia, se è vero che il nostro organismo è in costante ricambio di sé stesso, possiamo da un lato cercare di contrastare ciò che arreca danno ai nostri tessuti, dall'altro sostenere e potenziare i meccanismi di riparazione dei tessuti stessi.
In altri termini, invero più accattivanti, siamo continuamente alla ricerca di “cure anti-aging” intese appunto come quelle procedure che possono minimizzare gli effetti degli agenti dannosi per i nostri tessuti e nel contempo potenziare i meccanismi di riparazione. Non è quindi più sufficiente “riparare” i danni del tempo ma bisogna mettere in condizioni il tessuto di potersi mantenere riparato il più possibile; in altri termini non basta più eseguire un buon filling delle rughe del volto, bisogna anche rivitalizzare il tessuto per rallentare il più possibile la ricomparsa delle rughe stesse. Inoltre, bisogna anche ricordare che allungare la durata del trattamento non è ottenibile per esempio aumentando i tempi di riassorbimento di quanto iniettiamo perché la forma del viso e delle rughe cambia nel tempo e quanto iniettiamo, se resta come lo abbiamo iniettato sarà inadatto a correggere il difetto come questo sarà diventato da lì ad un anno; bisogna invece che quanto iniettiamo sia riassorbito e metta il tessuto in grado di ripararsi e di aver bisogno di correzione più tardi possibile.

Si giunge così al concetto di “BIORISTRUTTURAZIONE FULL-FACE”; tale procedimento prende in considerazione sia la ristrutturazione del difetto fisico (trazione, riempimento o blocco neuromuscolare) alla biorivitalizzazione (nutrizione rivascoolarizzazione e reidratazione del tessuto). Inoltre nella maggior parte dei casi è conveniente un approccio globale alla faccia in quanto ad esempio la sola correzione delle rughe frontali e gabellari risulta troppo evidente se si lasciano invariate le rughe perilabiali per cui l'approccio alla faccia è sempre conveniente che sia integrato (ristrutturazione e biorivitalizzazione), globale (su tutti i settori del volto includendo a volte anche il décolleté) e progressivo (per non avere una correzione improvvisa, troppo evidente)

    Il primo passaggio di una buona bioristrutturazione è una attenta ed accurata valutazione del viso e delle sue caratteristiche generali, del tipo di invecchiamento e di eventuali problematiche particolari. Si decide in questa fase cosa ha bisogno di essere corretto e cosa no e soprattutto si decide la strategia migliore. Per strategia si intende:
  • cosa trattare
  • quando trattare
  • quanto trattare
  • in che sequenza trattare
  • A titolo di esempio:
    Cosa trattare: non è corretto generalmente correggere simultaneamente tutte le rughe della fronte con la tossina botulinica perché si ottiene amimico e marmoreo assolutamente innaturale; bisogna valutare attentamente quali rughe d'espressione conservare per mantenere un aspetto naturale
    Quando trattare: di resurfacing con peeling o laser richiedono assolutamente la non esposizione ai raggi ultravioletti; per questi trattamenti si scelgono generalmente i mesi invernali;
    Quanto trattare: per avere un buon risultato bisogna che la migliore amica vedendo la persona trattata dica “oh, come ti sei truccata bene” e non si accorga del trattamento di medicina estetica eseguito. Nei casi in cui è necessario un importante aumento dimensionale di qualunque distretto è sempre preferibile un aumento progressivo in più sedute ad una correzione one step sia per una espansione più regolare oltre che per una vistosità meno accentuata.
    In che sequenza trattare: in una palpebra lievemente ptosica la blefaroplastica a dermocontrazione eseguita su un derma già rinforzato ed ispessito da un ciclo di carbossiterapia ha un esito certamente migliore che se si utilizzano le tecniche in sequenza inversa. O altrimenti: i fili di trazione generalmente tendono a risollevare i tessuti del volto, così facendo tendono a spianare anche le rughe maggiori; l'acidio ialuronico non va utilizzato prima del posizionamento del filo, ma 7-14 giorni dopo quando l'ipertrazione iniziale del filo si è risolta e non si rischia né l'ipocorrezione né l'ipercorrezione della ruga.
    Dalla strategia nasce il progetto di bioristrutturazione; questo si articola in più passaggi e più sedute durante un periodo di alcuni mesi ed anche evolvere, alla fine, in un piano di mantenimento.
    Il fatto di affidarsi ad un programma così articolato offre le migliori garanzie per avere
  • un risultato progressivo e discreto
  • quando trattare
  • la possibilità di adattare il trattamento all'evoluzione del viso e alla risposta dei tessuti al trattamento
  • un importante frazionamento dei costi.
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